30/08/12
Il caldo di questi giorni gioca brutti scherzi, alle volte. Capita, per esempio, che all’ultimo minuto uno decida di andare a Mondello, fare un bagno e tornare. Per farlo, quasi sempre si passa dalla Favorita. Cicale, caldo asfissiante, decine di auto-moto-bici che percorrono questo piccolo cordone ombelicale che lega Palermo al mare. Nelle ore più calde, il sole è così forte che sembra che i viali, per quanto alberati, siano bagnati di luce, che non ci sia spazio per nessun altro colore che non sia il giallo.
In questa visione allucinata sono poche le cose che continuano ad avere una propria autonomia cromatica, conservando il loro aspetto: lo scorcio di un sentiero appena dopo il viale principale, un albero che brilla ostinatamente del suo verde, e poi loro. Qualcuna sembra proprio una ninfa, in quel piccolo angolo di vegetazione in cui scorrono frettolose le auto; si nasconde tra i cespugli, la pelle bruna, i capelli lunghi e un fiore di plastica in testa. La maggior parte sono invece stanche, rassegnate, sovrappeso, abbrutite dal caldo. Anziane, con la ricrescita bianca sui capelli e un décolleté di cui nemmeno loro sembrano trovare il senso.
Qualche tempo fa, un tizio incontrato non so in quale circostanza, asseriva convinto che tante donne scelgono di fare il mestiere più antico del mondo. Si spingeva a dire che in particolare le nigeriane vogliono farlo. Ho evitato di chiedere (non ne sarebbe valsa la pena) perché proprio le nigeriane avessero, secondo lui, questa propensione a farsi toccare e penetrare dal primo che capita, magari picchiare, magari avere rapporti non protetti perché meglio pagati, per poi consegnare quasi tutto al magnaccia di turno. Mi sfugge: devono essere davvero masochiste, le donne nigeriane, per esporsi a tutti questi pericoli.
Il volto di questo fanatico l’ho dimenticato presto. Ma ricordo bene che, in quel momento, per me aveva la faccia di chi sceglie, picchia, usa, paga per i servizi supplementari, e si tira fuori da ogni responsabilità, perché tanto lo vogliono loro. Soprattutto, chissà perché, le nigeriane.
