
07/02/2018
di Laura Secci
«Lavoriamo per aiutare tutte le donne coinvolte nella prostituzione ad avere una buona vita senza essere costrette a vendere il proprio corpo».
Princess Inyang Okokon, originaria dello Stato di Akwa Ibom, in Nigeria, è finita sulla strada a Torino nel 1999 e da 17 anni si occupa con il Piam di Asti di donne vittime di tratta.
«Uscirne si può, ma dobbiamo offrire alle ragazze un sostegno adeguato– assicura Princess -In strada offriamo assistenza sanitaria a tutte le donne che si prostituiscono, specialmente per prevenire l’Aids e le infezioni a trasmissione sessuale.Fornire assistenza sanitaria è il primo passo per instaurare un buon rapporto di fiducia con le donne coinvolte nella prostituzione e successivamente proporre loro l’opportunità di lasciare la strada».
Il giro d’affari
Se in Italia la prostituzione è legale, lo sfruttamento non lo è. Il business delle prostitute «fattura» ogni anno 90 milioni di euro. Ogni ragazza che finisce sul marciapiede (circa 18 mila in Italia per 9 milioni di clienti) rende al suo sfruttatore dai 5 ai 7 mila euro al mese.
Progetto salute
La televisione australiana SBS, nell’ambito di un programma sulla tratta delle ragazze nigeriane in Italia sarà ad Asti venerdì per effettuare alcune riprese in ospedale nel reparto malattie infettive del Massaia e per fare delle domande alla dottoressa Degioanni che illustrerà il lavoro con le vittime di tratta. La Tv australiana sta collaborando con il Piam di Asti e la Procura di Torino.
I dati
Nel 2017 il Piam ha accolto 11 donne, tutte nigeriane, di cui due minorenni, e effettuato più di 100 colloqui di counselling antitratta.
