13/04/18 – IL SICILIA – Palermo dichiara guerra alla prostituzione: multe salate per i clienti

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Su proposta del comandante della Polizia Municipale, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha emanato oggi una ordinanza per il contrasto del fenomeno della prostituzione ed a sostegno delle vittime di violenza o di grave sfruttamento.

L’ordinanza dispone che, a decorrere dal 16 aprile fino al 31 agosto, “sia fatto divieto a chiunque di: porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti in atteggiamento e in abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione; (…) di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti e di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento; alla guida di veicoli di seguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale“.

Le aree oggetto dell’ordinanza sono: viale Regione Siciliana (tratto Calatafimi – Basile), via Ernesto BasileParcheggio Basilevia Lincoln (tratto tra le vie Cervello e Garibaldi – aree in prossimità dell’intersezione con Corso dei Mille – tratto compreso tra il foro Italico e via Archirafi – marciapiede antistante Orto Botanico e Villa Giulia); via Roma (interno delle traverse che collegano via Roma con via Garibaldi), piazza XIII Vittimevia Francesco Crispi (anche traverse di via Amari, Volta, Onorato, Guardione e altezza Cala), via Daita e via La Lumiaparco della Favorita (viale Diana nel tratto tra l’ex colonia e viale Ercole – viale Ercole in corrispondenza della trazzera che adduce al cancello di villa Niscemi e in prossimità della fontana – viale Ercole nel tratto che adduce alla palazzina Cinese – piazzale dei Matrimoni – via Case Rocca nel tratto dal viale Ercole agli edifici sulla via).

Le violazioni saranno perseguite con una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 400. La sanzione non sarà applicata alle persone che esercitano la prostituzione vittime di violenza o di grave sfruttamento o che si trovano in situazioni di gravità ed attualità di pericolo e in questi casi saranno informati i servizi sociali del comune di Palermo, qualora aderiscano a percorsi di tutela e protezione. La sanzione verrà comunque irrogata nei confronti del cliente.

L’amministrazione – dicono il sindaco e l’assessore alla Cittadinanza Solidale, Giuseppe Mattina – intende attivare un piano complessivo che va oltre e completa l’ordinanza. E’ prevista l’istituzione di un tavolo tecnico, l’attivazione di una campagna di sensibilizzazione e di attività educative nelle scuole, la sottoscrizione di appositi Protocolli operativi per il sostegno alle vittime. Tutto questo prevede la collaborazione tra le istituzioni pubbliche, il volontariato, le organizzazioni ecclesiali cattoliche e protestanti, le organizzazioni non governative e le associazioni in rappresentanza dei migranti. In questo percorso un ruolo fondamentale ha la collaborazione tra Comune e Prefettura di Palermo”.

13/04/18 – ANSA A Palermo guerra a prostitute e clienti

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(ANSA) – PALERMO, 13 APR – Su proposta del comandante della Polizia Municipale, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha emanato oggi una ordinanza per il contrasto del fenomeno della prostituzione e a sostegno delle vittime di violenza o di grave sfruttamento. L’ordinanza ha efficacia dal 16 aprile al 31 agosto. Il provvedimenti vieta “l’abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”; di richiedere informazioni e concordare prestazioni sessuali a pagamento; di eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale.
L’ordinanza individua alcune aree dove hanno validità i divieti, tra queste viale Regione Siciliana (tratto Calatafimi – Basile), via Ernesto Basile, via Lincoln, Foro Italico, via Roma, via Crispi, via Daita e via La Lumia, parco della Favorita.

13/03/18 – LEFT – Le vittime di tratta ora sono finite nella rete delle mafie transnazionali

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13/03/2018

di Tania Careddu

La tratta, un crimine lo è sempre stato. Ma, ora, quella delle donne straniere, per lo più nigeriane, a scopo di sfruttamento sessuale è diventata un vero e proprio affare criminale. Ammantato di magia, da riti woodoo usati a fini manipolatori, è un dramma esistenziale che da una parte, le assoggetta al vincolo del debito contratto con le organizzazioni che ne hanno consentito l’espatrio e dall’altra, le subordina, economicamente, moralmente e psicologicamente, agli sfruttatori con il patto di restituzione del denaro ricevuto. Fra i venticinque e i trentacinque mila euro.

«Visti i numeri – i dati più attendibili sono quelli dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni del 2017 -, e si parla di migliaia di donne, è, senza dubbio alcuno, un traffico organizzato da una struttura internazionale», spiega a Left il presidente di Piam onlus(Progetto integrazione accoglienza migranti), Alberto Mossino, esperto di tratta, scrittore (politicamente scorretto) sul tema, con all’attivo un premio John Fante, e primo, in Italia, ad aver sperimentato, con successo, modi e percorsi per l’accoglienza diffusa. Mossino continua: «Non è più il fenomeno degli anni Novanta: la figura della madame, che gestiva le donne dal reclutamento fino alla prostituzione nella terra di destinazione, è superata. Ormai, è un vero e proprio affare mafioso».

A confermarlo, sia l’ultimo rapporto sulla criminalità organizzata, elaborato semestralmente dalla Direzione investigativa antimafia, che riconosce il traffico nigeriano come associazione di stampo mafioso, sia la sua stessa struttura. «Queste mafie transnazionali hanno capacità monetarie ed economiche piuttosto consistenti, capacità logistiche di darsi controllo e di corruzione politica: conoscono molto bene il sistema legislativo e come aggirarlo; hanno precisi contatti italiani, anche con studi legali che, guarda caso, sono sempre gli stessi per tutte le ragazze che vanno (indirizzate) a fare richiesta d’asilo», precisa Mossino.

Che ci sia un nucleo criminale ramificato, nuovo rispetto al passato, lo si scopre anche dal differente assoggettamento schiavistico delle vittime. «Per questo cambio di passo – dice Mossino -, se le vittime nel 2000 erano molto più schiavizzate, sottoposte a un pressante controllo quotidiano, ora, il ricatto per pagare il debito, ricadendo sulla famiglia d’origine, le ‘libera’ dal puntuale dominio fisico e, seppure ugualmente oppresse, hanno più possibilità di movimento».

In concreto, «prima la madame picchiava la ragazza se non portava i soldi, adesso questa prassi si è allentata perché l’organizzazione, appunto, permette, in ogni momento, di rintracciarla e, soprattutto, di rivendicarsi sulla famiglia in Nigeria», racconta il presidente di Piam. Secondo il quale, per fermare un sistema internazionale ultraorganizzato, «bisogna colpire i trafficanti con operazioni che non possono essere messe in atto solo dalle nostre procure, peraltro ben funzionanti e le più temute in Europa, ma devono essere strutturate a livello internazionale». Perché, aggiunge, «i nostri servizi rispondono bene, la direzione è giusta, è la pressione che manda in burnout il sistema italiano». E anche perché loro denunciano raramente. Immaginano maledizioni conseguenti al tradimento del rito di magia nera. Nera come la prostituzione.